Cosa significa davvero mangiare bene? Chi decide cosa sia un’alimentazione sana, sostenibile e giusta? E chi può contribuire a costruire le politiche che riguardano il cibo quotidiano?
A queste domande risponde SpoonTo, un laboratorio cittadino promosso e coordinato dalla Rete delle Case del Quartiere e dalla Città di Torino nell’ambito del progetto europeo SPOON. L’iniziativa ha un obiettivo innovativo: coinvolgere cittadini e cittadine, non solo ricercatori, esperti e decisori politici, nella produzione di conoscenza e nella definizione di proposte di soluzioni (citizen science).
SpoonTo non è un tradizionale percorso di consultazione pubblica, ma parte dall’idea che la conoscenza scientifica, pur essenziale, debba dialogare con il sapere che nasce dall’esperienza quotidiana. Per affrontare sfide come salute, sostenibilità, diritto al cibo e disuguaglianze sociali è fondamentale valorizzare anche la voce di chi queste realtà le vive ogni giorno.
Da novembre ad oggi abbiamo fatto tre incontri, con una media di 20 persone a incontro. Abbiamo scelto di lavorare con un gruppo il più eterogeneo possibile in modo da rappresentare esperienze di vita differenti: studenti universitari, giovani, volontari, operatori pubblici, beneficiari e operatori sociali coinvolti attraverso la rete Torino Solidale.
Luoghi accoglienti, insieme a un caffè e qualche biscotto, hanno contribuito a creare un clima informale e rilassato. Le persone si sono sentite a proprio agio, e hanno partecipato con interesse, intraprendenza e curiosità ai temi proposti; questo ha facilitato il confronto aperto e costruttivo, anche di fronte a opinioni diverse.
Per i prossimi incontri, la nostra idea è di continuare le conversazioni iniziate integrando sempre di più persone pronte a mettersi in gioco. Il percorso è ancora lungo, ma le basi per una florida ricerca sono state gettate.
A ottobre ci rivedremo per parlare di conservazione, preparazione e consumo degli alimenti. Vi aspettiamo!
Per saperne di più https://www.retecasedelquartiere.org/spoon/
Photo Credits: Caterina Guarini